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Gestione del cambiamento e inclusione in catamarano: la forza della reazione condivisa per attraversalo. Insieme.

Un catamarano speciale completamente progettato per essere accessibile, un team strutturalmente eterogeneo. Un rotta comune: quella dell’inclusione e del prendersi cura, dell’affrontare il cambiamento con flessibilità.

Abbiamo navigato insieme – manager di aree diversissime – a bordo di questo catamarano dove il tema Diversity & Inclusion  è qualcosa di tangibile e incarnato perché progettato per essere completamente accessibile.

La distanza funzionale non impedisce l’empatia, se si crea uno spazio sicuro. In un’azienda  in cui  la diversità è un elemento strutturale, l’inclusione è una scelta quotidiana.

Poi, all’improvviso, il cielo cambia e lo scirocco si alza, il mare si increspa. Il cambiamento irrompe: non avvisa, non fa distinzioni, non aspetta, arriva in anticipo, non si sceglie ma si palesa talvolta prepotentemente. Chiede una risposta.

Il team può scegliere come farlo:  reagire insieme con flessibilità adattiva.

È questo il cuore del change management: non il controllo, ma la disponibilità ad abbandonare i piani, a leggere il contesto, ad avere una approccio sistemico e a reagire con flessibilità.
Non serve somiglianza per navigare il cambiamento. Serve fiducia, ascolto rigenerativo, co-presenza. E sviluppare una cultura che normalizza l’imprevisto, che trasforma la discontinuità in alleanza. Il cambiamento organizzativo  – anche quando fosse pianificato – ha una natura non lineare, come il mare. Il processo è spesso caotico, perché quanto pianificato non trova spesso aderenza e coerenza nella fase esecutiva poiché possono sorgere resistenze e sabotaggi imprevisti, comportamenti non allineati. Si assiste ad avanzamenti seguiti da regressioni. E per affrontarlo comporta cambiamenti culturali che vanno oltre l’organizzazione.  Significa saper attraversa il disordine senza perdere il senso.

Questo outdoor in catamarano che è diventata una  palestra relazionale dove la competenza allenata è stata la  plasticità collettiva.
Una competenza sempre più cruciale in aziende complesse, frammentate, distribuite.

Una giornata potente. Non solo formativa, ma trasformativa perché si è accettata la sfida di uscire da sé e incontrare l’altro per creare l’alleanza. Per navigare insieme nell’incertezza e nella complessità.PHOTO-2025-06-03-13-27-02 cat 1 PHOTO-2025-06-03-16-02-23 SCRITTA tOBINO

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